Ciao, ricevi questo messaggio?

Primo numero con una bella introduzione, rubriche, link, appuntamenti, libri, gif e un invito davvero imperdibile per incontrarci.

Ciao, siamo al primo numero di Segnali Dal Futuro:

newsletter collaborativa di segnali culturali, tecnologici, politici ed economici provenienti da tutti quei futuri che, da qualche parte là fuori, nelle pieghe delle cose, si stanno già formando.

Ma perché prendersi questa briga? (Ottima domanda)

Perché (già da un po’) siamo entrati nel segno-dell’Incertezza-ascendente-Stallo.

Se vogliamo uscirne presto dobbiamo costruire scenari alternativi che siano più desiderabili e percorsi per raggiungerli.

Ci serve allora una comunità di apprendimento diffusa, una palestra per la nostra immaginazione. Irrobustirla, farle fare stretching, esercitarsi, meglio se con sparring partner motivati. Questa è la ragione che ci muove.

Che tipo di segnali captiamo?

Articoli, paper, meme, appuntamenti, eventi, iniziative formative, brani musicali, libri, .gif, mostre, immagini, video, podcast, performance artistiche; tanto per cominciare.

Tutto quello che serve per scorgere in che direzione sta andando il presente, costruire categorie per interpretarlo, montare cornici di senso per influenzarlo. Con meno stress e più occasioni per crescere.

Come lo facciamo?

[1] Quando qualcosa attiva i tuoi “recettori di futuro” inviacela segnalidalfuturo@substack.com con un link dicendoci perché ti ha colpito.

Una cosa così senza troppi fronzoli:

[2] Noi ci prendiamo la responsabilità di aggregare, organizzare e diramare quello che riceviamo, mettendo in evidenza i contributi individuali, per esplorare le “frequenze portanti” + tenerci aperti alla scoperta casuale.

Ma “noi” chi?

Se sei qua è perché probabilmente hai incrociato da qualche parte Città Dal Futuro o perché ci vuoi già bene per altri motivi.

“Noi” siamo Davide Agazzi, Matteo Brambilla e Stefano Daelli. Ci conosciamo da qualche tempo e – oltre alla grande simpatia – ci unisce il fatto che lavoriamo con prospettive e competenze diverse a progetti che riguardano le città, i loro quartieri e i loro luoghi, per renderle più vive, giuste, sostenibili.

Per questo siamo interessati al futuro. Se proprio bisogna partire da qualche parte meglio iniziare da lì, no?

— iniziamo.


Città Dal Futuro

Abbiamo ricevuto moltissimi commenti, segnalazioni e critiche. Di questo siamo immensamente grati. Pubblicando Città Dal Futuro puntavamo proprio a questo, ma non osavamo sperare tanto.

Condividiamo due contributi pubblici di Dino Amenduni e Alessio Baù che hanno portato due prospettive potenti.

Segnalaci anche il tuo contributo pubblico da diffondere. Vogliamo raccoglierli per realizzare una nuova versione della pubblicazione.

Dino sottolinea due questioni: quella della mancanza di auto-critica della Città che impedisce di vedere che andare a “vivere o lavorare in campagna” non è necessariamente una ‘fuga’ e quella della profonda connessione tra concetto di capitalismo e quello di città-stato al punto da chiedersi quanto sono separabili.
Alessio ci fa notare la mancanza di un tema importante su cui invece importante impiegare la nostra immaginazione – quello della felicità – così importante che dovrebbe diventare una linea guida progettuale.

Ne parliamo insieme? INVITO 🗓

Abbiamo ricevuto una marea di cose interessanti. Tanti scambi di email e WhatsApp in cui abbiamo discusso dell’impostazione e delle finalità del progetto, delle fonti e delle ispirazioni, del concetto stesso di ‘Città’, del perché abbiamo messo nella mappa alcuni profili e altri no, di cosa ne pensiamo dei lavoratori essenziali, se e per quali tipologie di città possano valere queste riflessioni.

Questi scambi ci sembrano troppo belli per rimanere confinati in una casella di posta elettronica o in una chat. Per cui abbiamo pensato di fare un esperimento:

Ti andrebbe di incontrarci online una mattina e chiacchierarne un po’?

Città Dal Futuro si sta rivelando un’ottima scusa per stimolare conversazioni interessanti e ipotesi di progetti futuribili.

Vorremmo provare a coltivare questa effervescenza, insieme alla comunità che la esprime. Approfitteremmo dell’occasione anche per condividere qualche pensiero su come contribuire insieme a far crescere questa newsletter spaziale.

Che ne dici?

L’appuntamento è per mercoledì 9 Dicembre alle 09:00 su Zoom.
Stiamo insieme una oretta e se viene bene ripetiamo!

🔗🔗🔗 link per registrarsi 🔗🔗🔗


Segnali dalle città

La città è un punto di ascolto privilegiato verso il futuro. È una cunicolo spazio-concettuale, un worm-hole che ci permette di parlare di tenere tante cose diverse insieme. Ecco il perché di questa “rubrica”.


▷ Ma quindi, come stanno cambiando le città?

Derek Thompson ci racconta che in realtà se la cavano sempre perché sono “fatte” proprio per resistere ; Elle Hunt ci dice che il lavoro da remoto alimenterà la crescita o la nascita di “città secondarie” ma che queste devono investire rapidamente in infrastrutture tecnologiche per diventare “telecommuter-friendly”; Ezio Manzini ci spiega invece che la città a 15 minuti non è la città dei borghi (e ci speriamo anche noi perché ve lo abbiamo detto che la Città Contrada rischia di essere escludente e noiosa). [The Atlantic, con audio; The Guardian; cheFare]


▷ Il quartiere IKEA e chi si occupa degli spazi pubblici

Circa 10 anni fa IKEA pianificava di costruire un intero quartiere a Londra: ecologico, pedonale e praticamente senza automobili. È andata a finire che il quartiere oggi esiste e sarà completato nel 2024 ed è stato sviluppato dal braccio immobiliare del gruppo. [Bloomberg]

Che ruolo possono avere le grandi imprese (in questo caso retail) nello sviluppo degli spazi urbani? Che spazi di libertà vogliamo lasciargli? Un contributo per rispondere a questa domanda lo fornisce Project for Public Spaces partendo dal tema della responsabilità sociale d’impresa. 


Città Cyborg per una governance verticale

A proposito di multinazionali, se «la città intelligente viene venduta come modello orizzontale, in cui i cittadini partecipano e contribuiscono alla costruzione del network urbano, diventando utenti e progettisti al tempo stesso», i progetti più evoluti di Smart City assomigliano più a un “leviatano cibernetico in cui il controllo però «non solo è fuori dalla portata dei cittadini, ma non è nemmeno gestito dallo stato». [Il Tascabile]

▷ Dove può “atterrare” questa Milano Sospesa?

Solo un passaggio in cui ci ritroviamo di questa lettura su Milano perfetta per la domenica pomeriggio «la nostra condizione punta verso il concetto di “città–archipelago”: una rete complessa in cui diverse visioni della società, dell’ecologia, e del significato di cittadinanza si incontrano (e, talvolta, si scontrano). Milano è il risultato – instabile, e in perenne cambiamento – di questa continua mediazione e negoziazione tra interessi contrastanti». [Nss]


▷ Enciclopedia delle tecnologie per la città

Envisioning: CITIES è una piattaforma interattiva che permette di esplorare tutte le tecnologie che interessano le città. [segnalato da Michell Zappa]


Segnali remix

Tutto ciò che arriva dal futuro affascinante senza badare a confini rigidi e classificazioni.


▷ La Gonzo Culture ha preso atto che la realtà non tornerà mai normale

Il trend report Gonzo Culture parla delle nuove micro-culture di internet e come brand e media possono in qualche modo rapportarcisi. La proposta che fa è scendere a patti con il fatto che la realtà sarà sempre più weirder. È stimolante anche questa idea per cui le nostre storie personali raccontate attraverso i social assomigliano sempre più a degli esercizi di speculative fiction ma auto-biografici. [8Ball]


▷ Cosa è cambiato nella testa dei consumatori con il Covid

Qualche numero che mostra il cambiamento nella testa dei consumatori US: il 62% crede che il COVID-19 ha completamente stravolto i loro piani a 5 anni, il 74% ha preso coscienza di quanto fossero inutili alcuni loro acquisti fatti in passato e l’82% ha preso coscienza dell’importanza anche della salute mentale. [Ketchum]


▷ L’Europa si muove più elettrica

A settembre 2020, per la prima volta nella storia dell'Europa, le immatricolazioni di veicoli elettrici hanno superato quelle dei diesel. Sembra poco ma non è poco. [Jato]


▷ Cosa c’entra il cyberpunk con la Generazione Z cinese?

I giovani Gen Z cinesi hanno adottato il Cyberpunk come estetica che rappresenta il progresso sociale e glamour high-tech, trasformando un sotto-genere utilizzato per rappresentare cinicamente la vita urbana cinese in uno stile di vita mainstream molto trendy. [Jing Daily]


▷ Consegne a domicilio etiche

Che il settore delle consegne a domicilio necessitasse urgentemente di una riforma non era una novità ma la crisi sanitaria ha fatto scoppiare la bolla (Città Acropoli vs Città Irregolare]. E così si sono sprigionate anche energie positive. A Bologna è nato il sistema di delivery Consegne Etiche e Just Eat ha annunciato che dal 2021 in Italia i rider potranno per la prima volta diventare dipendenti [Vice].

▷ Per fare carriera ricordati di contribuire al quel documento condiviso

A proposito di tecnologie e algoritmi invasivi, Microsoft si sta impegnando per misurare la nostra produttività al fine di «harmonize productivity and well being» o «enhance organizational resiliency». Alcuni la pensano diversamente che questa nuova feature chiamata ‘productivity scores’ assomiglia più ad uno strumento di sorveglianza. [New Republic]


Appuntamenti

Stiamo portando Città Del Futuro a confrontarsi con persone e realtà differenti.

Questa settimana siamo stati ospiti di Carla Sedini all’interno del suo corso Urban Cultural Studies dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Invece nelle prossime settimane:

▷ Futures Literacy Summit 2020

Dall’8 al 12 dicembre Unesco ha organizzato questo summit virtuale in cui futorologi da tutto il mondo guideranno centinaia di conversazioni in diretta sulle competenze più importanti del 21esimo secolo. C’è l’imbarazzo della scelta, da pianificare cambiamenti sistemici a immaginare futuri multipli.

▷ Logic School for Tech Workers

Sono aperte le iscrizioni alla prima edizione di questo percorso formativo rivolto a chi vuole contribuire alla riforma – etica, economica, culturale – del settore tecnologico. Un percorso che mette a sistema attivismo, design e ingegneria del software. È gratuito, questo il link per partecipare alle selezioni.


Amiche e amici che scrivono libri

Collectively Designing Social Worlds di Carla Sedini, Franco Angeli

Il tuo capo è un algoritmo di Antonio Aloisi e Valerio De Stefano, Editori Laterza

La società della fiducia di Antonio Sgobba, Il Saggiatore


Speriamo che questo primo numero ti sia piaciuto.
Dal prossimo saremo più brevi, promesso 🤞

Se hai commenti e suggerimenti condividiceli rispondendo direttamente a questa mail.

Se invece ti è stata inoltrata e vuoi iscriversi, beh 🐆, che aspetti a iscriverti?